Legge 104 Assistenza Genitori Anziani: come funziona

Legge 104 assistenza genitori anziani: come funziona?

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Indice

1. Assistenza genitori anziani da parte dei figli2. Legge 104: a chi spetta?3. Legge 104 e permessi: come funziona?4. Legge 104: come fare domanda?5. Assistenza genitori anziani: due anni di congedo retribuito

In Italia, più di 14 milioni gli anziani necessitano di cure e assistenza continua perché non più autosufficienti.

Negli ultimi anni, infatti, la figura di Caregiver familiare ha assunto un ruolo di primaria importanza. Con questo termine, s'intende "colui che si prende cura”, ovvero tutti i familiari che assistono un loro congiunto ammalato o disabile.

Tuttavia, ad oggi chi svolge questa attività di assistenza non è ancora formalmente tutelato da un quadro normativo.

L'unica modalità concessa dallo Stato Italiano è rappresentata dalla Legge 104 per l'Assistenza di Genitori Anziani, ovvero riconoscimento per un familiare che accudisce un parente anziano, con copertura da parte dello Stato dei contributi maturati durante l'assistenza e il lavoro svolto prendendosi cura del soggetto, equiparandoli a quelli che si maturano come lavoro domestico.

Assistenza genitori anziani da parte dei figli

Un genitore, per quanto possibile, desidera trascorrere il resto della sua vita nella casa dove ha visto nascere e crescere la propria famiglia. Si sente più tranquillo e sereno se a occuparsi di lui è un figlio o comunque una figura familiare, con la quale ha confidenza e intimità.

Prendersi cura di un genitore anziano è un atto meraviglioso, dettato dall’affetto e dalla necessità di garantirgli il necessario benessere emotivo, mentale e fisico.

Un desiderio legittimo, a cui segue, però, un'attenta riflessione sul rovescio della medaglia. Si tratta di un impegno che richiede nervi saldi, tempo, lavoro e qualche sacrificio in più perché le attività da svolgere sono tante e onerose.

E se il familiare da assistere non fosse autosufficiente o affetto da gravi patologie?

In questo caso, si può usufruire dei permessi e degli strumenti descritti nella Legge 104 per l’Assistenza ai Genitori Anziani.

Legge 104: a chi spetta?

La Legge 104 si applica a qualsiasi lavoratore dipendente, con un contratto a tempo indeterminato o determinato e con a carico un familiare affetto da una grave disabilità.

I soggetti che non hanno diritto alla 104 sono i lavoratori autonomi, quelli a domicilio, i lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata e chi svolge lavori domestici e familiari.

Legge 104 e permessi: come funziona?

Le agevolazioni previste dalla legge 104 / 92 per l’Assistenza dei Genitori Anziani sono di natura fiscale, economica e lavorativa.

Uno degli aiuti più importanti stabiliti dalla Legge 104 sono i giorni di permesso. La legge stabilisce che chi ha un familiare con patologia invalidante o handicap grave, ha diritto a 3 giorni al mese di permessi retribuiti. Inoltre, è possibile frazionarli in ore purché non si superi il triplo delle ore lavorative giornaliere.

Una recente sentenza della Cassazione ha stabilito che è possibile richiedere il permesso anche se il familiare è ricoverato in una struttura residenziale, a patto che sia una casa di riposo e non una RSA dove è garantita un’assistenza sanitaria continua.

A questa agevolazione, ha diritto chi è in possesso di 3 requisiti specifici ovvero:

  • l'assistito deve avere più di 65 anni
  • il grado di parentela deve essere al massimo entro il terzo grado
  • il lavoratore deve essere convivente o comunque abitare vicino al familiare anziano

L’assistenza esclusiva dei genitori anziani da parte dei figli prevista dalla Legge 104 stabilisce che il permesso possa essere richiesto da un solo lavoratore dipendente che diventa a tutti gli effetti un referente. Nel caso in cui una persona debba assistere più familiari contemporaneamente, può usufruire di più permessi.

Sarà necessario, inoltre, programmare un piano accurato con le assenze previste da consegnare all’amministrazione. L’INPS o datore di lavoro sono chiamati a effettuare dei controlli finalizzati all’accertamento della presenza dei requisiti richiesti dalla normativa.

Per quanto riguarda la sede lavorativa, la Legge 104 dispone che il lavoratore abbia la facoltà di scegliere quella più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso. Allo stesso modo, è possibile rifiutare di lavorare in orari notturni (7 ore consecutive a partire dalla mezzanotte) se si tratta di un familiare non autosufficiente.

Legge 104: come fare domanda?

Innanzitutto, bisogna richiedere un certificato medico per attestare l’intera storia clinica del genitore anziano da assistere. A compilarlo è il medico di base che, una volta visitato il paziente, è tenuto a inviare telematicamente all’INPS l’intera documentazione e a rilasciare il numero di protocollo.

Una volta in possesso del numero di protocollo, bisogna inviare la richiesta della Legge 104 alla sede dell'INPS che, una volta visionata l’anamnesi del medico di base, convocherà l'assistito per essere visitato dalla commissione medica della ASL di appartenenza.

Se la diagnosi non è sufficientemente chiara, la commissione potrà richiedere altri accertamenti.

In caso di esisto positive, si provvederà al rilascio del verbale in cui sarà indicato in maniera chiara e inequivocabile il grado di handicap grave ai sensi della Legge 104 articolo 3 comma 3.

Assistenza genitori anziani: due anni di congedo retribuito

I lavoratori dipendenti pubblici o privati possono usufruire anche di un’altra importante agevolazione, ovvero il congedo straordinario biennale, frazionato o continuativo, da richiedere nell’arco della vita lavorativa.

Il congedo è retribuito sulla base dell’ultimo stipendio percepito, dà diritto alla tredicesima ed è coperto dai contributi ai fini pensionistici.

Il requisito per richiedere tale congedo è che l'assistito non sia ricoverato a tempo pieno e che non presti attività lavorativa per il biennio in esame.

E se il figlio non fosse convivente?

A chiarire la questione, è intervenuto l’articolo 42 del D.Lgs. n.151/2001 che ha definito "non prioritario il requisito della convivenza a patto che suddetta convivenza abbia luogo entro l’anno dalla richiesta di congedo straordinario e sia conservata per l'intera durata dello stesso".

La Legge 104 in materia di Assistenza ai Genitori Anziani dispone che il figlio, se in possesso di 20 anni di contributi, possa richiedere la pensione anticipata. L’assegno mensile in questo caso non dovrà superare il tetto massimo di 1.500 euro lordi.

Tra i diritti stabiliti dalla Legge 104 per l’Assistenza dei Genitori Anziani da parte dei figli, c'è la possibilità di richiedere:

  • Indennità di accompagnamento
  • Agevolazioni che spettano per l’acquisto di attrezzature e accessori come le poltrone speciali destinate ai non deambulanti
  • Detrazioni fiscali per l’assunzione della badante, per l'acquisto di farmaci o per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Alla base di quanto descritto, la legge 104 rappresenta quindi un quadro normativo importante al quale fare riferimento per agevolare la vita degli assistiti e dei loro figli.

In conclusione, occuparsi di un caro non autosufficiente non è semplice: per questo è fondamentale vagliare tutte le opzioni per trovare la soluzione che garantisca la serenità alla persona anziana e a tutta la sua famiglia.