Assistenza notturna anziani: i costi

Assistenza notturna anziani: i costi

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Indice

1. Badante per anziani: quali sono le tipologie di contratto previste dalla legge?2. Badante notturna: assistenza o presenza?3. Badante convivente e badante notturna: sono la stessa cosa?4. Quanto costa una badante notturna?5. Busta paga badante: come si calcola?6. Busta paga, contributi e stipendio badante: ci pensa epiCura

Una delle domande più frequenti poste dalle famiglie che necessitano di un’assistenza quotidiana per un anziano riguarda il costo di una badante notturna. Questa figura professionale si rivela infatti indispensabile per gestire delle situazioni temporanee come, come per esempio, un decorso post-operatorio, ma anche per un’assistenza continua e protratta nel tempo.

In questo articolo vedremo nello specifico l'inquadramento a livello contrattuale delle badanti per anziani, la tariffa di una badante notturna e come si fa a calcolare la busta paga.

Badante per anziani: quali sono le tipologie di contratto previste dalla legge?

Prima di calcolare il costo di una badante solo notte, dobbiamo capire quali sono le tipologie di assistenza domiciliare previste dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico (CCNL). La badante per anziani può essere convivente o non convivente. Nel primo caso vive nell’abitazione della persona da assistere, gode di un giorno di riposo concordato al momento dell'assunzione e lavora per un massimo di 54 ore settimanali. Nel secondo caso invece, la badante non convivente gode di un altro tipo di retribuzione ovvero il calcolo della sua busta paga si basa sulle ore effettive di lavoro che non dovranno superare le 40 settimanali.

La situazione diventa leggermente più complessa nel caso in cui la famiglia abbia la necessità di assumere una badante notturna.

Badante notturna: assistenza o presenza?

Il CCNL fa una distinzione sostanziale tra due concetti: assistenza e presenza. L’articolo 11 stabilisce che il contratto di presenza notturna di un badante per anziani sia equiparabile in tutto e per tutto a una prestazione d’attesa. Il compenso viene pattuito su 54 ore settimanali, l’orario di lavoro di solito va dalle 21.00 alle 8.00 della mattina successiva e il lavoratore ha diritto a un giorno di riposo. Solitamente questo tipo di contratto viene scelto da chi necessita di una persona che sia disponibile in caso di bisogno durante le ore notturne e che faccia compagnia all’assistito.

L’articolo 10 invece è dedicato all’assistenza notturna: in questo caso il badante deve sorvegliare per tutta la notte l’anziano, la prestazione deve essere discontinua e svolta per un massimo di 40 ore settimanali.

Badante convivente e badante notturna: sono la stessa cosa?

Un errore che facciamo spesso è quello di pensare che una badante convivente sia tenuta a prestare assistenza anche durante le ore notturne. Il legislatore ha chiarito questo passaggio: il lavoratore convivente non è tenuto a prestare assistenza notturna in quanto ha diritto a 11 ore di riposo continuativo durante la giornata.

In casi eccezionali può essere richiesto alla badante convivente di assistere l’anziano di notte ma in tal caso sarà necessario farla riposare durante il giorno oppure aggiungere in busta paga lo straordinario notturno.

Quanto costa una badante notturna?

Per effettuare un calcolo della busta paga di una badante è necessario fare una distinzione molto importante sui livelli di inquadramento perché saranno proprio questi elementi a determinare la tariffa notturna di una badante.

Secondo la legge esistono 3 livelli principali che corrispondono sia al grado di preparazione richiesto al professionista sia alle condizioni effettive dell’assistito:

  • livello BS: badanti che devono assistere anziani o persone autosufficienti.
  • livello CS: badanti che devono occuparsi di assistiti non autosufficienti ma che non devono essere in possesso di requisiti specifici come, ad esempio, la certificazione OSA e OSS.
  • livello DS è quello più specifico perché qui sono inquadrate le badanti si occupano di anziani non autosufficienti che necessitano di cure sanitarie. In tal caso quindi la badante deve possedere una specifica formazione e quindi avere la certificazione OSS e OSA.

Infine, i lavoratori che sono chiamati alla sola presenza notturna sono inquadrati in un livello Unico secondo cui la badante debba lavorare da un minimo di 1 a un massimo di 6 giorni settimanali.

Busta paga badante: come si calcola?

Una volta chiariti i livelli di inquadramento, possiamo iniziare a farci un’idea del costo di una badante notturna. Lo stipendio minimo lordo per una badante notturna, previsto dalla legge, è il seguente:

  • Livello BS: 1.012,27 Euro
  • Livello CS: 1.147,24 Euro
  • Livello DS: 1.417,21 Euro

Le cifre elencate sono la base minima dalla quale partire per calcolare con esattezza la busta paga. Per stabilire il costo di una badante solo per la notte è infatti necessario aggiungere alcuni parametri specifici, previsti dalla legge. Il primo è relativo agli scatti di anzianità che si accumulano ogni due anni di servizio resi presso lo stesso assistito, per un massimo di 7 scatti. Il secondo elemento è relativo alla retribuzione della tredicesima che può essere corrisposta a dicembre oppure frazionata in 12 mensilità; si calcola aggiungendo allo stipendio mensile l'indennità sostitutiva relativa al vitto e all'alloggio. Mancano ancora i contributi che devono essere corrisposti all’INPS ogni tre mesi e sono a carico del datore di lavoro (da versare entro il 10 del mese di gennaio, aprile, luglio e ottobre).

Infine, il contratto per una badante per anziani, notturna o meno, deve prevedere anche il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) a meno che, su volontà delle parti, non sia stato frazionato mensilmente nella busta paga: in questo caso il lavoratore non ha diritto alla liquidazione perché semplicemente è stata già corrisposta.

Busta paga, contributi e stipendio badante: ci pensa epiCura

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