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Anziano aggressivo: cosa fare?

EpiCura

Indice

1. Perché l'anziano diventa aggressivo?2. Come comportarsi con un anziano aggressivo3. Come affrontare un comportamento aggressivo4. Quali sono le situazioni che possono scatenare l'aggressività?5. Demenza senile e aggressività: a chi affidare l'anziano malato?

Perché l'anziano diventa aggressivo?

L'aggressività figura tra i disturbi comportamentali più diffusi negli anziani con demenza senile. Considerata la difficoltà di familiari e caregiver nel gestire il problema e motivare tali atteggiamenti, è doveroso spiegare bene come comportarsi.

Generalmente, il motivo alla base dell'aggressività è la paura: spesso, chi è affetto da demenza senile e disturbi cognitivi vive una condizione di smarrimento e forte agitazione. Pertanto, tali comportamenti vanno considerati come una forma di difesa e non come un attacco deliberato verso familiari e caregiver.

Un aspetto fondamentale della questione è capire che l'aggressività del proprio caro non è dovuta a una trasformazione del suo carattere o dei suoi sentimenti, ma che tali reazioni sono una conseguenza diretta di una malattia in grado di alterare pensiero e percezione della realtà. Demenza senile e aggressività sono un binomio pressoché inscindibile: talvolta, anche le persone con un carattere dolce possono abbandonarsi a comportamenti violenti.

Paura, ansia e frustrazione sono le cause più comuni alla base di tali comportamenti, che rappresentano una reazione difensiva naturale contro la falsa percezione di una minaccia. Non sempre è possibile prevenire l'aggressività; bisogna però imparare a gestirla per ridurre al minimo le conseguenze spiacevoli.

Come comportarsi con un anziano aggressivo

In presenza di anziani aggressivi verbalmente o fisicamente, il primo passo è chiedere aiuto. Ogni forma di violenza causa uno shock emotivo in chi la subisce. Tuttavia, è fondamentale ricordare sempre che l'anziano non è aggressivo in maniera deliberata, ma che lo è a causa della malattia. Come accennato, chiedere aiuto è fondamentale.

Cercare collaborazione all'interno nel nucleo familiare, oppure affidarsi al supporto di un OSS o di un infermiere, può offrire giovamento al caregiver ed evitare che le responsabilità non ricadano soltanto su di lui. Vale la pena ricordare, infatti, che un anziano aggressivo può causare danni a se stesso e agli altri.

Essere caregiver è una condizione dettata dall'amore e dall'affetto, ma ciò non vuol dire farsi carico di tutte le difficoltà e le responsabilità legate a questa condizione. Chiedere aiuto a un parente o a un professionista è fondamentale: oggi, grazie al supporto di epiCura, vivere il ruolo di caregiver in maniera sana e proattiva è possibile!

In secondo luogo, è sempre utile consultare un medico. Quando si verifica un episodio spiacevole, è necessario parlarne con una persona di fiducia, nonostante la convinzione di aver gestito al meglio la situazione. Il medico saprà offrire consigli utili e, se necessario, prescrivere farmaci adatti.

Come affrontare un comportamento aggressivo

Quando si diventa anziani, le reazioni agli stimoli esterni possono cambiare in maniera drammatica.

La prima regola per affrontare un evento del genere è non perdere la calma, ma cercare di mantenere un atteggiamento calmo e rassicurante. Potrebbe non essere facile, soprattutto se l'anziano si comporta in maniera minacciosa.

In genere, l'anziano aggressivo ha solo bisogno di essere rassicurato: è utile restare calmi, evitare di alzare il tono della voce e cercare di spiegargli cosa sta succedendo.

In un secondo momento, bisognerà cercare di distrarre il malato. Ad esempio, proponendogli di fare qualcosa che a lui piace, di bere un sorso d'acqua o una bevanda che apprezza particolarmente.

Allo stesso modo, è fondamentale evitare taluni comportamenti, tra cui assumere atteggiamenti di sfida, mostrarsi impauriti, arrabbiati o offesi, provocare l'anziano, deriderlo o stuzzicarlo, alzare la voce, bloccarlo con l'uso della forza, metterlo con le spalle al muro, ricorrere a punizioni e offese.

Al contrario, può essere utile accertarsi in anticipo di avere una via di fuga, in modo da scongiurare l'eventualità di uno scontro fisico. Lasciando la stanza, il caregiver darà all'anziano aggressivo lo spazio e il tempo per calmarsi, senza correre il rischio di farsi o fargli del male.

Quali sono le situazioni che possono scatenare l'aggressività?

Tutto ciò che turba, o in qualche modo altera, la quotidianità dell'anziano può provocare reazioni violente.

Persino l'arrivo di un amico o di un familiare che non vede da tempo può generare in lui confusione: l'anziano, infatti, potrebbe faticare a riconoscerlo e ritrovarsi catapultato in un sistema di comunicazione differente rispetto a quanto è abituato.

Il fatto di non comprendere cosa stia accadendo attorno a sé, soprattutto se associato alla mancata comprensione delle intenzioni dell'interlocutore, può far sì che l'assistito adotti un atteggiamento difensivo, o peggio, aggressivo.

Inoltre, non va mai sottovalutato il contesto, altro elemento in grado di turbare chi è affetto da demenza senile e declino cognitivo.

I luoghi rumorosi e affollati, ad esempio, possono provocare stress e agitazione, soprattutto se sono presenti bambini, ragazzi o adulti abituati ad esprimersi in maniera "energica".

Tutta questa energia, infatti, potrebbe essere scambiata per aggressività, causando una reazione sproporzionata nell'anziano.

È evidente, quindi, come qualsiasi elemento di novità possa turbare il malato e, soprattutto, quanto sia importante evitare di sconvolgere la sua routine.

Demenza senile e aggressività: a chi affidare l'anziano malato?

È preferibile gestire l'aggressività dell'anziano per conto proprio, oppure affidarlo a un professionista? È ciò che si chiedono in tanti... per fortuna, però, si tratta di un quesito di facile risoluzione.

Fronteggiare l'aggressività per conto proprio e senza l'aiuto di altre persone non è la soluzione ideale.

Se il caregiver è solo, sarà costretto a farsi carico di un'ulteriore fonte di stress, aggravata dalla forte partecipazione emotiva e dal dolore generato dal vedere una persona amata assumere comportamenti inaspettati.

Nel lungo periodo, tali sollecitazioni negative possono stimolare reazioni di rabbia e frustrazione anche nel familiare che assiste e ciò rischia di generare un circolo vizioso destinato a logorare il rapporto. Per scongiurare l'instaurarsi di questo meccanismo è necessario contattare un professionista che sappia gestire al meglio la condizione e sollevare il caregiver dalle responsabilità più gravose. Affidarsi al supporto di un operatore non emotivamente coinvolto e preparato a gestire situazioni di stress è la scelta migliore che si possa fare.

EpiCura propone soluzioni ad hoc, ideali per ogni situazione e contesto: scegliere un professionista che sappia gestire la demenza senile e l'aggressività che ne deriva è un'assunzione di responsabilità nei propri confronti e in quelli del malato!