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Sintomi e intervento della cataratta

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Indice

1. Cataratta: di cosa si tratta e quali sono le cause2. Cataratta: i sintomi3. Cataratta congenita: cosa è 4. Cataratta: possibili complicanze5. Cataratta: trattamento chirurgico

Cataratta: di cosa si tratta e quali sono le cause

La cataratta consiste nella progressiva opacizzazione del cristallino, la lente naturale biconvessa che rifrange la luce per mettere a fuoco le immagini.

Si tratta di un disturbo associato all'invecchiamento, che insorge dopo i 60 anni, ma in grado di colpire anche individui giovani.

Per fortuna, la cataratta può essere risolta mediante intervento chirurgico.

Come accennato, il disturbo è quasi sempre associato all'età (nel 95% dei casi).

Generalmente, l'opacizzazione del cristallino è causata dalla progressiva aggregazione e ossidazione delle proteine situate sulla sua superficie, un processo naturale che coinvolge la maggior parte della popolazione sana, tanto che il 90% degli individui con età superiore a 75 anni soffre di cataratta.

Al contrario, la cataratta acquisita può essere causata da traumi, farmaci o malattie agli occhi e/o sistemiche.

Tra le altre possibili cause figurano il diabete, il fumo e l'esposizione prolungata ai raggi ultravioletti.

La cataratta congenita, o giovanile, invece, è un disturbo ereditario, presente già durante i primi mesi di vita e tra le cause più frequenti di cecità infantile.

Cataratta: i sintomi

Tra i sintomi più importanti della cataratta figura l'abbassamento della vista.

Sebbene non si manifestino sempre con la stessa gravità, gli altri sintomi includono:

  • offuscamento della vista
  • visione a macchie o a punti
  • peggioramento della vista in presenza di luce debole o molto forte
  • comparsa di aloni intorno agli oggetti
  • dissolvenza delle immagini
  • ingiallimento della visione
  • difficoltà nella lettura
  • facile abbagliamento
  • percezione meno vivida dei colori
  • sdoppiamento della vista (sintomo più raro dei precedenti)

Nella maggior parte dei casi, la cataratta peggiora gradualmente nel corso del tempo: all'inizio il disturbo non pregiudica la visione, ma col passare degli anni comincia ad interferire con la vista.

I sintomi d'esordio includono:

  • percezione meno vivida dei colori (diminuzione del contrasto)
  • offuscamento della vista (bagliori e aloni intorno alle figure)
  • ipersensibilità alla luce del sole (fotofobia).

Inoltre, può succedere che durante la fase iniziale i pazienti vedano meglio da vicino, mentre la visione da lontano tenda a peggiorare (a causa delle variazioni dell'indice di rifrazione del cristallino).

In mancanza di intervento, la cataratta può peggiorare fino a causare cecità: se il cristallino si opacizza completamente, l'individuo perde la capacità di vedere, nonostante i recettori retinici siano ancora integri.

Sebbene la cataratta acquisita, o senile, coinvolga entrambi gli occhi, spesso un occhio perde le sue funzioni prima dell'altro.

Generalmente, l'aspetto degli occhi non cambia: eventuali lacrimazioni, infiammazioni e arrossamenti, infatti, sono legati alla presenza di altre infezioni.

Soltanto nella fase terminale della malattia, ovvero quando l'occhio diventa bianco (cataratta ipermatura), il paziente può accusare infiammazioni e mal di testa provocati dal disturbo.

Cataratta congenita: cosa è

In caso di cataratta congenita, oltre alle difficoltà visive, il bambino è affetto da leucocoria (pupilla bianca) e da un movimento oscillatorio dell'occhio (nistagmo).

La cataratta congenita può manifestarsi in maniera più o meno grave a seconda che l'opacità abbia una densità limitata e interessi piccole aree periferiche del cristallino, oppure sia parecchio estesa e includa la parte centrale del cristallino.

In quest'ultimo caso, il normale sviluppo funzionale dell'apparato visivo risulta compromesso, alterando del tutto, o quasi, la visione binoculare (la capacità di vedere correttamente con entrambi gli occhi).

La cataratta congenita può interessare un solo occhio (cataratta monolaterale congenita) o entrambi (cataratta bilaterale congenita).

Anche la cataratta monolaterale può compromettere la visione binoculare.

I segni caratteristici della cataratta congenita sono:

  • sensibilità eccessiva alla luce
  • visione annebbiata e sfocata
  • nistagmo, ovvero movimenti involontari degli occhi che si manifestano intorno ai tre mesi d'età, soprattutto nelle forme di cataratta congenita bilaterale
  • strabismo, bambino cerca di compensare i problemi visivi dell'occhio colpito dalla cataratta, assumendo una posizione asimmetrica allo scopo di vedere meglio
  • ambliopia, riduzione progressiva della vista, generalmente associata alla cosiddetta sindrome dell'occhio pigro
  • leucocoria, riflesso bianco della pupilla evidente soprattutto quando questa viene esaminata con la luce. In genere, l'occhio colpito da cataratta appare spento e opaco. Questa anomalia può essere facilmente notata anche dai genitori

Cataratta: possibili complicanze

I disturbi visivi causati da questa condizione possono risultare più o meno gravi: se alcuni pazienti sperimentano soltanto lievi difficoltà nella messa a fuoco, altri possono assistere a un rapido peggioramento delle proprie capacità visive.

In genere, con l'avanzare della malattia, la cataratta si ingrandisce, distorcendo sempre di più la luce che filtra attraverso il cristallino, offuscando la visione e compromettendo la messa a fuoco.

Il decorso della malattia è quasi sempre imprevedibile.

In assenza di intervento chirurgico, la cataratta può degenerare, fino a diventare ipermatura: la parte esterna del cristallino tende a liquefarsi, diventando lattescente e offuscando considerevolmente la visione.

Questo fenomeno peggiora le possibilità di successo di un eventuale intervento ed è spesso responsabile dell'insorgenza di altre patologie, tra cui il glaucoma.

Inoltre, la cataratta può causare miopia, condizione che nell'anziano corregge la presbiopia: in buona sostanza, il paziente riacquista la capacità di leggere senza l'ausilio degli occhiali, evento che può essere erroneamente interpretato come un miglioramento del disturbo.

Tutti i pazienti con più di 60 anni dovrebbero sottoporsi a controlli periodici per individuare sul nascere le possibili anomalie.

La diagnosi precoce e il conseguente intervento chirurgico rappresentano le due strategie migliori per salvaguardare la vista.

Cataratta: trattamento chirurgico

Attualmente, l'unico trattamento possibile è l'intervento chirurgico.

Il medico decide di operare in base al grado di evoluzione del disturbo e al disagio visivo che esso comporta.

L'intervento della cataratta consiste nell'asportazione della parte opacizzata del cristallino e nell'impianto di un cristallino artificiale realizzato in materiale plastico.

L'obiettivo è sostituire il cristallino preservandone la capsula naturale.

L'intervento cataratta viene effettuato ricorrendo a diversi metodi, che nel corso del tempo si sono evoluti diventando sempre più efficaci e sicuri.

Oggi, la novità è costituita dal laser a femtosecondi, in grado di suddividere il cristallino in piccole sezioni per poi rimuovere il materiale opacizzato senza doverlo fluidificare con gli ultrasuoni, come avveniva in passato.

Tramite una luce a infrarossi, lo strumento genera il taglio della cornea e l'apertura della capsula contenente il cristallino.

Quest'ultimo viene quindi diviso in piccoli blocchi, facili da aspirare.

Il laser consente di intervenire con la massima precisione ed accuratezza, anche grazie alla ricostruzione tridimensionale dell'occhio, eseguita in fase pre-operatoria tramite tomografia ottica computerizzata (OCT).

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