Frattura del femore nell'anziano: consigli per le cure a casa

Frattura del femore nell'anziano: consigli per le cure a casa

EpiCura

Indice

1. La fisioterapia a domicilio per la frattura del femore2. Frattura del femore: perché la riabilitazione a casa?3. Frattura del femore negli anziani: cause e sintomi4. Frattura del femore: dalla diagnosi all’intervento5. La riabilitazione domiciliare per la frattura del femore6. Gli esercizi di riabilitazione dopo una frattura al femore7. Consigli per la cura della frattura del femore nell'anziano

La frattura del femore nell'anziano è un infortunio molto diffuso, anche a causa di alcune patologie che rendono la struttura dell’osso più fragile (come l’osteoporosi).

Dopo l' intervento chirurgico, è consigliabile svolgere un percorso di riabilitazione a casa svolgendo alcune sedute di fisioterapia a domicilio, in ottica di riuscire a velocizzare i tempi di recupero, anche grazie all'ambiente domestico in cui si svolgono gli esercizi.

Vediamo dunque da quali fasi si compone l'iter di guarigione e come aiutare un anziano in un momento così delicato.

La fisioterapia a domicilio per la frattura del femore

La riabilitazione domiciliare per la frattura del femore nell’anziano è una pratica molto diffusa e sfruttata per la comodità che essa implica, soprattutto trattandosi di un trattamento per anziani.

Prima di comprendere le potenzialità della fisioterapia domiciliare per anziani, scopriamo meglio le particolarità di questo osso, per comprendere per quale motivo è spesso oggetto di frattura.

Il femore è un osso lungo e fra i più resistenti e voluminosi dello scheletro, e per questo è anche quello più esposto ad eventuali lesioni. È situato nella coscia e sorregge tutto il peso del corpo, congiungendo l’anca al ginocchio.

Nel punto in cui si articola con l’osso dell’anca, sono situate l’articolazione coxo-femorale e la cosiddetta testa del femore. Ed è proprio questo il tratto maggiormente a rischio in caso di cadute.

La frattura di quest'osso rappresenta un momento di seria difficoltà per chi ne è colpito ed è dovuta solitamente a cadute, traumi o torsioni scorrette dell'anca, e si verifica spesso in anziani con oltre 70 anni.

I motivi di questo aumento del rischio in età avanzata sono legati soprattutto alla riduzione del tessuto osseo e alla variazione della sua densità (spesso aggravata da una patologia come l’osteoporosi), fattori che possono predisporre alla frattura anche in occasione di traumi più lievi.

Innanzitutto, però, è fondamentale che l’intervento chirurgico avvenga tempestivamente e che il paziente venga supportato in seguito da un fisioterapista domiciliare che lo aiuti a recuperare la sua indipendenza pur rimanendo nella comodità del proprio domicilio.

Attualmente questo tipo di frattura può essere affrontata mediante il ricorso ad alcune tecniche ed esercizi di riabilitazione mirate che i professionisti mettono in pratica attraverso diverse sedute di fisioterapia a casa.

In questi casi la personalizzazione del servizio è tutto, per questo sarà necessario concepire correttamente la sua assistenza a casa e le pratiche di cura a cui sottoporlo.

Differenza tra frattura e rottura

Prima di tutto è necessario fare una precisazione, per chiarire di cosa stiamo parlando. Molte persone sono convinte che vi sia una differenza tra frattura e rottura, e che indichino due condizioni cliniche distinte.

In realtà, frattura e rottura sono termini utilizzati per descrivere l'interruzione di un elemento solido.

Oltre a frattura e alla rottura viene speso impiegata anche un'altra parola per indicare tale condizione, ovvero lesione.

Si tratta di termini corretti, che possono essere utilizzati come sinonimi.

Pertanto, è possibile affermare che frattura, rottura e lesione descrivono la medesima condizione e non si riferiscono a livelli di gravità differenti della stessa.

Tuttavia, il termine usato in ambito medico è frattura. L'espressione "rottura di un osso" è pertanto corretta, ma appartenente al linguaggio informale.

In campo medico, invece, con il termine rottura ci si riferisce soprattutto a un'interruzione di tessuti molli (quindi non ossei), quali legamenti e tendini.

Quanti tipi di frattura esistono?

La classificazione delle fratture è un argomento estremamente ampio. Tuttavia, vale la pena descrivere quelle più frequenti e le relative differenze.

  • Frattura composta e scomposta (ovvero senza e con dislocazione dei frammenti ossei): la differenza tra frattura composta e scomposta è legata essenzialmente allo spostamento dei segmenti ossei.
    Quelle composte vedono i segmenti di frattura conservare la propria posizione anatomica, mentre le fratture scomposte sono caratterizzate da uno spostamento innaturale dei frammenti.
  • Frattura chiusa o esposta: in relazione all'integrità o meno della cute, è possibile distinguere tra fratture chiuse (con la cute che rimane integra) ed esposte (in questo caso vi è una lacerazione della pelle e la conseguente esposizione dell'osso, con elevato rischio di infezioni).
  • Frattura completa e incompleta: in base allo spessore dell'osso interessato dalla frattura, è possibile distinguere tra frattura completa e incompleta (o semplice infrazione ossea).
  • Frattura stabile o instabile: si parla di frattura instabile quando intervengono forze deformanti, quali la pressione muscolare.
    In tal caso, l'immobilità della frattura può essere compromessa, con possibili conseguenze negative sui tempi di guarigione.
    In caso contrario, si parla di fratture stabili.
  • Fratture semplici, pluriframmentarie o comminute: in relazione alla quantità di frammenti ossei prodotti, una frattura può originare due frammenti ossei distinti tra loro (e in questo caso viene definita semplice), oppure numerosi frammenti (pluriframmentaria o comminuta).

Frattura del femore: perché la riabilitazione a casa?

Che si tratti di una frattura composta o scomposta, affidarsi ad un professionista che raggiunga direttamente il domicilio del paziente è una soluzione ampiamente condivisa da medici e fisioterapisti.

La fisioterapia a domicilio è consigliata soprattutto ai pazienti anziani, nei quali la frattura può sommarsi ad ulteriori problemi di salute.

In particolare, una riabilitazione domiciliare per il recupero post-chirurgico è la soluzione che concilia il bisogno della persona di sentirsi accudita e la necessità di poter ricevere un servizio personalizzato fra le mura della propria casa.

Ma quali sono gli step da rispettare durante un programma di fisioterapia a domicilio?

Il proseguimento delle cure dopo il trattamento della fase acuta in ospedale può essere suddiviso in 3 fasi principali, ovvero:

  • fase 1 o post-primaria;
  • fase 2 o di riabilitazione;
  • fase 3 o integrazione (durante la quale avviene la stabilizzazione dei risultati ottenuti mediante la riabilitazione e il raggiungimento delle normali attività quotidiane).

Cominciamo dunque a capire come avviene la frattura del femore nell'anziano e quali sono le cause, prima di capire come funziona la riabilitazione a casa per ritornare ad una condizione di salute fisica migliore.

Frattura del femore negli anziani: cause e sintomi

La causa principale della frattura del femore nell’anziano riguarda le cadute, che a causa di una densità ossea ridotta, rischiano di tradursi in una rottura dell’osso (non a caso l'osso più lungo ma anche più fragile del corpo umano). Più rare sono le fratture legate alla degenerazione ossea, sintomo di alcune malattie quali l’artrite reumatoide e il diabete.

Generalmente, la sintomatologia di una frattura di questo osso comprende:

  •  dolore intenso e sordo che tende ad irradiarsi verso il ginocchio, inguine e caviglia;
  • incapacità a muovere la gamba, a stare in piedi e soprattutto a caricare il peso del corpo sull’arto;
  •  gonfiore e lividi a livello dell’anca e un leggero accorciamento dell’arto.

Ogni frattura, se non curata in maniera tempestiva e adeguata, rischia di evolvere negativamente ed apportare complicazioni anche piuttosto gravi, tra cui infezioni e artrosi.

In generale la riabilitazione domiciliare per gli anziani è richiesta nei casi di frattura composta e scomposta. Come già precisato, la frattura composta è quella in cui i segmenti dell'osso mantengono inalterata la loro posizione, mentre la frattura scomposta prevede che i segmenti dell'osso si spostino dalla loro sede.

 A queste può aggiungersi il caso sfortunato della frattura multipla, in cui si verifica la rottura contemporanea di più porzioni dell'osso.

Fra le conseguenze di questo problema possiamo rilevare i possibili danni permanenti sulle strutture nervose, che si evidenziano attraverso fastidio, infiammazioni, formicolio e deformità delle strutture ossee.

Nel peggiore dei casi è possibile sviluppare la “sindrome compartimentale“, una patologia abbastanza rara che si manifesta attraverso una compressione eccessiva di muscoli, vasi sanguigni e nervi.

Tale condizione riduce l’apporto di ossigeno ai tessuti e può persino comportare la necrosi e la conseguente perdita dell’arto.

Frattura del femore: dalla diagnosi all’intervento

Per effettuare la diagnosi è necessario ricorrere alla radiografia, in grado di evidenziare la gravità dell’infortunio.

L'operazione per intervenire al problema è consigliabile soprattutto nei casi in cui è necessario ridurre o ricomporre una frattura grave e va effettuata entro 24-48 ore dall’infortunio; la riuscita dipende soprattutto dall’età del paziente e dalla tipologia di frattura: questa, infatti, potrebbe richiedere l’uso di placche, protesi o perni.

Quando si tratta di un anziano, è preferibile scegliere di impiantare una protesi dell’anca, mentre nel caso dei pazienti più giovani si punta sulla calcificazione dell’osso, tramite inserimento di chiodi o placche. Le lesioni di lieve entità necessitano dell’immobilizzazione dell’arto tramite gesso e tutore.

Esistono diversi approcci chirurgici, che includono:

  • osteoinduzione veicolata da viti;
  • osteosintesi (che prevede l’inserimento di viti, placche o chiodi; è il trattamento più indicato per i giovani);
  • fissazione esterna;
  • impianto della protesi.

In seguito a questo delicato momento, sarà dunque necessario cominciare un percorso di riabilitazione a casa per la frattura del femore con l'aiuto di fisioterapisti a domicilio.

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La riabilitazione domiciliare per la frattura del femore

La riabilitazione domiciliare è fondata sull'integrazione di trattamenti terapeutici fisici ed esercizi mirati. Uno dei fattori più importanti è la costanza, fondamentale fino al completo ripristino dell'arto interessato.

Dopo aver subito un intervento chirurgico ortopedico di questo tipo è spesso consigliabile effettuare uno o più cicli di fisioterapia per ottenere un recupero completo e riprendere le normali attività più velocemente, o comunque nel modo più vicino alla propria normalità.

È altrettanto importante procedere mediante transizioni graduali, da effettuarsi sotto uno scrupoloso controllo medico.

A seconda dell'intervento effettuato, il chirurgo indirizza al fisioterapista per impostare un percorso specifico per di assicurare il pieno recupero fisico al paziente. Pertanto, sarà molto importante pianificare un programma adeguato.

Il programma di riabilitazione può prevedere una prima fase passiva e poi una attiva, da svolgere insieme al fisioterapista per raggiungere la riabilitazione della parte operata e il ripristino della sua funzionalità.

A tal proposito, EpiCura mette a disposizione un servizio di fisioterapia a domicilio che mette a disposizione il lavoro di professionisti che raggiungono la casa del paziente per far svolgere degli esercizi di riabilitazione per la frattura del femore, volto a garantire il recupero della deambulazione e delle funzionalità dell’arto.

I fisioterapisti domiciliari sono disponibili a raggiungere le principali città italiane, fra cui Milano, Roma, Torino, Napoli, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Verona e Brescia.

Il supporto medico potrà includere anche una riabilitazione di tipo nutrizionale, che intende fornire al paziente tutti gli elementi necessari per un corretto recupero delle energie.

L’iter riabilitativo previsto nel caso degli anziani è piuttosto lungo, oltre che complesso.

Gli esercizi di riabilitazione dopo una frattura al femore

In relazione alla tipologia e alla sede in cui è avvenuta la rottura, è possibile distinguere numerose tipologie di frattura (addirittura 15 secondo la classificazione proposta da Winquist-Hansen) e dunque diversi esercizi di riabilitazione da svolgere per riattivare la parte interessata.

Pertanto, la durata e la qualità del trattamento riabilitativo saranno di volta in volta differenti e legate ad un gran numero di variabili, che includono anche l’età del paziente e le sue condizioni prima dell’infortunio.

Se infatti la causa della frattura è l'osteoporosi, l'esercizio fisico è fondamentale per incrementare la densità ossea e contrastare il decorso del problema; allo stesso tempo, il fisioterapista dovrà avere avere maggiori accorgimenti e attenzione nello stilare il programma di riabilitazione.

Ad ogni modo, in fase di riabilitazione motoria, la ginnastica gioca un ruolo fondamentale, poiché permette al paziente di imparare movimenti e posizioni corrette, capaci di ridurre il rischio di sviluppare piaghe da decubito o edemi.

Come procedere dunque, e quali sono i tempi di guarigione?

Subito dopo l'intervento chirurgico e durante la fase di immobilizzazione, è necessario procedere con gli esercizi isometrici per femore, anca e caviglia.

Tali esercizi servono a migliorare la circolazione e a mantenere inalterata la mobilità delle articolazioni non direttamente interessate dalla lesione, ma la cui mobilità è limitata dalla lesione stessa.

Gli esercizi per la postura, ad esempio, sono importanti per prevenire i dolori ossei e le eventuali deformazioni che possono riguardare l’apparato scheletrico.

Tra gli esercizi consigliati in fase di immobilizzazione figurano la contrazione isometrica del quadricipite in posizione prona contro la resistenza fornita dal letto, la contrazione isometrica di glutei e bicipiti femorali da posizione supina, la deambulazione con stampelle in scarico e gli esercizi propriocettivi.

Durante la prima settimana di riabilitazione è necessario eseguire esercizi di respirazione e cambi ripetuti della postura. Successivamente, sarà possibile passare alla fisioterapia e a esercizi da svolgere in acqua.

Nella seconda settimana dall'intervento, è possibile praticare esercizi di mobilità attiva non aggressivi e, quindi, senza l'uso dei pesi. Tra questi figurano:

  • sollevamento dell'arto;
  • sollevamento dell'arto in decubito laterale per abduttori e adduttori della coscia;
  • esercizi isometrici di rafforzamento da seduto per intra ed extra-rotatori del femore, da effettuarsi senza cavigliere.

A partire dalla terza settimana, nei casi in cui è possibile mettere farlo, cyclette e tapis roulant possono aiutare a rafforzare i muscoli.

Tra la terza e la quarta settimana di riabilitazione, è possibile introdurre esercizi di stretching mirati, quali la flessione passiva assistita del ginocchio e dell'anca, la distensione dei flessori dell'anca, degli ischio-crurali, dei glutei, di abduttori e adduttori, del piriforme e dei muscoli rotatori interni ed esterni dell'anca.

Trascorse un paio di settimane dall'inizio degli esercizi di mobilità e stretching, è possibile passare al potenziamento muscolare, da effettuarsi con cavigliere ed elastici.

Per questo scopo figurano esercizi di flessione del ginocchio e dell'anca ed, eventualmente, squat e affondi (inizialmente isometrici quindi isotonici) e step laterali.

Non appena la forza sarà stata ripristinata, il paziente potrà cominciare con gli esercizi propriocettivi in carico mediante l'uso di tavolette propriocettive tradizionali o computerizzate.

Naturalmente, ciascun programma di fisioterapia a domicilio per anziani va cucito addosso al paziente, in base alle sue condizioni di salute e alle sue caratteristiche fisiche e psicologiche.

Oltre alla fisioterapia, il paziente può necessitare di un supporto farmacologico, in genere costituito da antitrombotici sottocutanei o orali e più raramente da antibiotici a lungo termine.

Affinché la riabilitazione domiciliare garantisca risultati rapidi, è importante impegnarsi a fondo negli esercizi di riabilitazione assistita, i quali consisteranno in generale in:

  • potenziamento muscolare;
  • stretching;
  • miglioramento della coordinazione;
  • controllo della testa e del tronco;
  • cambi tra posizione seduta ed eretta.

Fisioterapia domiciliare: tempi di recupero

Successivamente all’intervento, il paziente può tornare a deambulare utilizzando stampelle o altri supporti, ma per tornare a una vita normale dovrà affrontare, come abbiamo visto, un periodo di riabilitazione teso a stimolare ossa e muscoli.

Le terapie consigliate hanno l’obiettivo di ridurre i tempi di recupero e prevenire le principali complicanze dell’infortunio.

La possibilità di riconquistare la piena mobilità è legata al singolo caso; in genere, tra gli anziani, il 40-50% dei pazienti riesce a recuperare del tutto la deambulazione.

I tempi di recupero estremamente vari, legati a parecchi fattori, tra cui le condizioni di salute generali del paziente, l’età e il tipo di frattura.

In genere, l’iter riabilitativo dura circa 3-4 mesi, trascorsi i quali è possibile riprendere una vita quasi normale.

Tuttavia, in alcuni casi la riabilitazione può durare anche un anno, prima che il paziente riesca a tornare alle normali attività quotidiane.

Per velocizzare maggiormente il processo, dobbiamo pensare che svolgere l'attività di fisioterapia fuori casa potrebbe essere percepito come un disagio. Per questo scegliere la fisioterapia a domicilio invece che in ospedale può incontrare maggiormente la possibilità di una riabilitazione più rapida.

Ecco dunque che il principale obiettivo della riabilitazione a casa è sia rendere autonomo il paziente, migliorandone il tono muscolare e la capacità di carico sull’arto infortunato, sia farlo rimanere nel comfort del proprio ambiente famigliare.

Il trattamento fisioterapico si comporrà di alcune fasi necessarie.

La prima ha come obiettivo il pieno recupero dell’articolarità, mediante esercizi sul controllo del dolore e movimenti di auto-mobilizzazione, utili per riattivare l'arto inferiore colpito maggiormente.

Quindi sarà il momento di rinforzare il tono muscolare della regione interessata dall’infortunio: quadricipite, adduttori, glutei, flessori dell’anca, polpacci e muscoli del “core”.

Contestualmente, sarà possibile riprendere in maniera progressiva le attività indicate dal fisioterapista a domicilio.

Dopo aver ritrovato le forze, il paziente dovrà completare la riabilitazione con l’obiettivo di recuperare i normali schemi motori e rieducare il movimento.

Consigli per la cura della frattura del femore nell'anziano

La rottura del femore nell'anziano è un evento frequente e potenzialmente invalidante, da trattare con la massima cautela e senza lasciare nulla al caso.

Per questa ragione è necessario affidarsi alle cure di uno degli fisioterapisti domiciliari che operano per conto di EpiCura, il poliambulatorio presso il quale si può richiedere di prenotare le sedute di fisioterapia a domicilio.

Durante la fase post operatoria sarà necessario provvedere alla movimentazione dell'arto inferiore e dell'articolazione del ginocchio, in quanto la prolungata immobilità può causare sindrome da allettamento, a sua volta in grado di comportare danni irreversibili.

Un altro obiettivo è prevenire le ferite da decubito, possibile solo aiutando il paziente a cambiare frequentemente posizione.

In presenza di infortuni di questo tipo è necessario procedere per gradi: quando il medico permetterà al paziente di alzarsi, sarà opportuno sorreggerlo prima di cominciare la deambulazione.

Oltre al sostegno fisico, potrebbe essere utile ricorrere a un deambulatore, sempre in ottica di una mobilitazione attiva dell'arto inferiore e, in generale, delle articolazioni sottostanti.

Durante il movimento è importante prestare molta attenzione alle posizioni assunte dalla gamba infortunata, soprattutto in presenza di protesi all’anca.

Infine, per recuperare il tono muscolare, la cyclette rappresenta un ottimo alleato, naturalmente non senza il supporto di una dieta adeguata, precedentemente concordata con il medico (ricca di proteine, calcio, vitamina C e vitamina D).

Fonti:

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