Analisi del sangue: cosa sono e perchè sono utili?

Analisi del sangue: cosa sono e perchè sono utili?

EpiCura

Indice

1. Analisi del sangue: una definizione2. Quando e perché sottoporsi alle analisi del sangue?3. Analisi del sangue complete: cosa sono?4. Cosa fare e cosa non fare prima delle analisi del sangue?

Le analisi del sangue sono fondamentali strumenti di diagnostica medica per la rilevazione di sostanze presenti nel sangue e, quindi, per l’individuazione di eventuali squilibri, indicatori di patologie e disturbi dell’organismo.

In seguito agli esami, tuttavia, è importante che la lettura dei referti non venga svolta in autonomia, e soprattutto è bene che i risultati non rimangano sulla scrivania senza essere visti da uno specialista.

Per questo, si consiglia di chiedere l'aiuto del proprio medico di base. In alternativa, in assenza di tempo e di possibilità di spostarsi, il consulto medico online è un'ottima alternativa.

Analisi del sangue: una definizione

L’iniezione per il prelievo del sangue è una delle più basilari procedure mediche attraverso la quale viene prelevato un piccolo campione di sangue venoso, generalmente dalla vena del braccio, da analizzare poi in laboratorio.

Il campione prelevato verrà raccolto in un apposito contenitore, o provetta, che sarà utilizzato per esami specifici.

Alcune tipologie di provette, infatti, hanno particolari caratteristiche e possono essere utilizzate esclusivamente per determinate analisi; per esempio, vi sono contenitori con sostanze conservanti e anti coagulanti, necessarie per la corretta riuscita del test.  

Tramite l’analisi clinica delle cellule ematiche, attraverso cioè lo studio della percentuale, della forma, delle dimensioni e della struttura di globuli rossi, bianchi e piastrine, il medico riesce a ottenere informazioni precise sulle condizioni di salute della persona e sugli eventuali problemi.

Le analisi del sangue, dunque, sono uno strumento efficace e fra i più richiesti tra gli esami di routine; non è rara, inoltre, la situazione in cui vengano effettuati anche gli esami delle feci e delle urine.

Quando e perché sottoporsi alle analisi del sangue?

Tali indagini servono a verificare che tutti gli organi svolgano in maniera corretta le loro funzioni e che non vi siano anomalie o marcatori specifici in grado di indicare la presenza di eventuali patologie.

Pertanto, è possibile affermare che tutti dovrebbero sottoporsi alle analisi del sangue con una buona frequenza, onde confermare una condizione di normalità rispetto ai range di riferimento.

Gli esami del sangue vengono prescritti dal medico come normali controlli di routine.

In alternativa, qualora il paziente dovesse manifestare sintomi o segni correlati ad alcune condizioni patologiche (ad es. infiammazioni e/o infezioni ricorrenti, anemia, problemi di coagulazione, etc.), le analisi serviranno ad accertare un sospetto diagnostico e a definire un quadro clinico più dettagliato.

I risultati delle analisi del sangue sono necessari, dunque, per monitorare l'andamento di una patologia e valutare l'efficacia dei trattamenti adottati.

Vediamo allora da quali voci si compongono questi esami e come effettuare le consultazioni dei referti online, qualora si fosse impossibilitati a recarsi presso il proprio medico.

Analisi del sangue complete: cosa sono?

Le analisi del sangue complete, solitamente, comprendono alcune voci necessarie a conoscere i valori più importanti relativi allo stato di salute della persona. Fra queste troviamo:

  • emocromo, utile a valutare tutto ciò che riguarda l'emoglobina, ovvero globuli rossi e bianchi;
  • glicemia, che permette di monitorare il metabolismo dei glucidi e i livelli di zuccheri nel sangue;
  • creatininemia, uricemia e azotemia, utili a tenere sotto controllo la funzionalità renale;
  • transaminasi, bilirubina e fosfatasi alcalina per monitorare la salute del fegato;
  • colesterolo LDL, colesterolo HDL e trigliceridi per tenere sotto controllo il metabolismo dei lipidi
  • gamma GT;
  • VES (velocità di eritrosedimentazione).

Affinché i risultati delle analisi del sangue vengano interpretati correttamente, è necessario rivolgersi al proprio medico di base, oppure richiedere un consulto medico online. La seduta con il professionista permette di ricevere comodamente a casa propria un responso sui valori emersi durante l'esame del sangue, in modo semplice e veloce, senza inutili attese.

Quali tipi di esami del sangue esistono?

Sulla base del tipo di informazioni che si vogliono ottenere si classificano i vari tipi di esame del sangue. Il servizio prelievo del sangue permette di ottenere numerose informazioni.

Il più comune è l’esame emocromo con formula (o emocromocitometrico), cioè l’esame del sangue classico. Da qui si possono ricavare informazioni riguardo a:

  • lo stato dei globuli rossi o eritrociti (RBC)
  • l’emoglobina, cioè la proteina deputata al trasporto dell’ossigeno (HGB)
  • il volume medio corpuscolare dei globuli rossi (MVC)
  • lo stato e il livello medio di piastrine o trombociti, a cui è assegnata la funzione di coagulante del sangue
  • il contenuto medio di emoglobina (MCH)
  • lo stato dei globuli bianchi o leucociti, fondamentali per la difesa dell’organismo (WBC)

Altri esami del sangue più dettagliati riguardano l’osservazione di:

  • creatina: si esamina l’omonima sostanza di scarto prodotta dal nostro corpo, indispensabile per i muscoli, ma che deve essere smaltita. Un’alta concentrazione comporta dubbi sul funzionamento dell’attività dei reni;
  • colesterolo: un test per la rilevazione di grassi nel corpo;
  • elettroforesi sieroproteica o protidogramma: si rileva il grado di concentrazione delle proteine plasmatiche nel sangue. In dipendenza all’alta o alla bassa concentrazione si avranno tipi di problemi differenti. Per esempio, valori alti segnalano la possibilità di problemi al fegato o ai reni o malattie autoimmuni; quando invece sono bassi i problemi potrebbero essere legati all’intestino;
  • PT e PTT: test che misurano il tempo di coagulazione del sangue, importante per esempio prima della prescrizione di farmaci contenenti eparina;
  • fosfatasi alcalina: è un test per individuare la concentrazione dell’omonimo enzima, legato anche questo al sistema epatico. Variazioni dei parametri indicano probabili complicazioni al fegato;
  • trigliceridi: misura il tasso di grassi prodotti dal fegato o ingeriti con gli alimenti;
  • rea del sangue: serve a indicare alterazioni sul funzionamento dei reni, un’alta concentrazione può essere imputata a un regime alimentare squilibrato o alla disidratazione;
  • bilirubina: i valori alti indicano la presenza di ittero, ciò significa che si potrebbe essere in presenza di patologie a carico del fegato (come epatite alcolica o reazione ad alcuni tipi di farmaci);
  • glucosio nel sangue o glicemia: fondamentale per rilevare scompensi dovuti a patologie legate agli zuccheri nel sangue (i vari tipi di diabete, intolleranze ecc.);
  • anidride carbonica: valori non ottimali indicano l’ipercapnia, sintomo di un mal funzionamento del sistema respiratorio;
  • transaminasi: analisi utilizzate per individuare la presenza degli enzimi chiamati, appunto, transaminasi. Una concentrazione elevata può indicare problemi a livello epatico (fegato in primis);
  • corticotropina (ACHT): valore che in concentrazioni squilibrate è legato a tumori, ma anche a gravidanza, ipoglicemia o utilizzo di medicine non indicate come insulina o amfetamine;
  • albumina: fondamentale per il mantenimento costante della pressione sanguigna, un suo scompenso indica quindi problemi di bassa o alta pressione;
  • elettroliti: questo esame è molto complesso poiché analizza la percentuale di concentrazione di varie sostanze come calcio, sodio, magnesio ecc. e le combinazioni di queste. Al variare di tali combinazioni e delle singole concentrazioni, sono associate varie patologie, per questo è sì il più complesso, ma anche uno dei più importanti;
  • sideremia: con il quale si misura il livello di ferro presente nell’organismo, fondamentale per la struttura di tessuti e organi e per il trasporto dell’ossigeno nel sangue;
  • azotemia: sempre per valutare il funzionamento dei reni, indica la concentrazione di azoto nel sangue;
  • proteina C-Reattiva: prodotta dalle cellule adipose e dal fegato, la sua elevata presenza è sintomo di varie malattie, infezioni o infiammazioni, soprattutto durante il periodo post operatorio;
  • velocità di eritrosedimentazione (VES): serve per ottenere informazioni sullo stato di salute dell’organismo attraverso lo studio della parte corpuscolata e liquida del sangue;
  • TSH – FT4 – FT3 cioè ormoni tiroidei: valutano il funzionamento della tiroide e, quindi, la diagnosi di molte patologie legate al suo scompenso;
  • ormoni femminili come il progesterone: per studiare il funzionamento dell’apparato riproduttore femminile.

Cosa fare e cosa non fare prima delle analisi del sangue?

In generale, ma non in tutti i casi, il medico chiede al paziente di osservare almeno 8-10 ore di digiuno prima di sottoporsi all'esame del sangue.

Si tratta di una condizione necessaria, in grado di evitare che le sostanze contenute negli alimenti ingeriti non alterino i risultati del test; meglio limitarsi a bere pochi bicchieri d'acqua.

Qualora le analisi del sangue dovessero servire a testare solo la parte corpuscolata del sangue (emocromo), allora non sarà obbligatorio limitare l'assunzione di cibi e bevande, poiché questi ultimi non hanno alcuna capacità di influenzare i risultati del test.

In ogni caso, si consiglia di attenersi fedelmente alle indicazioni fornite dal medico che ha prescritto le analisi.

Ma oltre agli alimenti e a talune bevande, cos'altro può influenzare i risultati delle analisi del sangue?

È bene sapere che non pochi farmaci interferiscono con gli esiti di questi esami, pertanto è necessario informare il medico circa le eventuali terapie seguite.

Infine, si raccomanda la completa astensione dal consumo di bevande alcoliche per almeno 24 ore.