Lombalgia e dolori alla schiena bassa: cause e rimedi

Lombalgia e dolori alla schiena bassa: cause e rimedi

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Indice

1. Lombalgia e dolori alla schiena bassa: tipologie2. Le cause della lombalgia3. I sintomi della lombalgia4. Rimedi per i dolori alla schiena bassa5. Come prevenire la lombalgia?

La lombalgia è un tipo di mal di schiena lombare molto diffuso, che affligge solo in Italia milioni di persone.

Caratterizzata da dolori alla schiena bassa, la lombalgia può essere sia cronica che acuta.

Nel presente articolo esploreremo i più comuni sintomi della lombalgia, indagando più a fondo le cause e i rimedi (anche naturali) per curare il dolore alla schiena bassa.

Lombalgia e dolori alla schiena bassa: tipologie

dolori lombari rappresentano uno dei disturbi più frequenti nella popolazione adulta, soprattutto dopo i 30 anni.

La lombalgia colpisce in egual misura sia gli uomini che le donne e più raramente può insorgere anche in età pediatrica.

Esistono due tipologie di dolori lombari: la lombalgia acuta e la lombalgia cronica.

Lombalgia acuta

La lombalgia acuta è caratterizzata da manifestazioni dolorose intense, legate a lesioni muscolari, articolari, legamentose e discali e che tendono ad accompagnarsi a fenomeni infiammatori.

In questi casi, dolore ed infiammazione cessano relativamente presto, perdurando nei casi più gravi per un massimo di trenta giorni.

Nonostante il fastidio causato dai sintomi della lombalgia, il dolore lombare acuto ha un ruolo protettivo, poiché serve ad impedire ulteriori movimenti in grado di danneggiare il rachide e i muscoli lombari.

Tuttavia, il mal di schiena acuto può cronicizzarsi a causa di alcuni fattori secondari, quali lo stress, un’errata gestione ergonomica della schiena e una scarsa attività fisica.

Fino a qualche decennio fa, la raccomandazione dei medici in caso di lombalgia acuta era il riposo assoluto: tale prescrizione partiva dal presupposto che un mal di schiena lancinante fosse il risultato di una lesione provocata da uno sforzo violento.

Eppure, nonostante l’immobilità, spesso il paziente era soggetto a tempi di guarigione troppo lunghi.

Negli anni Novante, invece, si fa strada un’altra idea: la lombalgia acuta non deriva direttamente da una lesione e dunque non era necessario un assoluto riposo ma, invece, bisognava favorire uno stile di vita attivo (nei limiti imposti dal dolore stesso).

L’obiettivo principale delle prescrizioni diventa quindi mantenere la massima mobilità possibile per risolvere nel giro di poche settimane i dolori alla schiena bassa.

Lombalgia cronica

La lombalgia cronica consiste in dolori lombari che durano da più di 3 mesi.

È la forma più grave di mal di schiena a causa delle ripercussioni individuali, professionali, sociali ed economiche che porta con sé.

Inoltre, a differenza di quello acuto, il dolore lombare cronico non ha invece alcuna funzione protettiva, in quanto autonomo e recidivo, e in grado di limitare la mobilità e le funzionalità della colonna vertebrale e dei muscoli associati.

La difficoltà, per un medico, è riuscire a diagnosticarla nel modo più corretto possibile, correlandola o meno alla presenza di altre patologie.

Un approccio terapeutico efficace non può prescindere inoltre da un consulto specialistico con un fisioterapista: un corretto trattamento della lombalgia, infatti, è innanzitutto multidisciplinare e può coinvolgere medici fisiatri, fisioterapisti e persino psicologi in quanto il dolore lombare cronico può dipendere anche da fattori emotivi quali ansia e depressione.

Le cause della lombalgia

Nella maggior parte dei casi, i dolori alla parte bassa della schiena sono di origine meccanica; più raramente sono collegati a neuropatie o a disturbi viscerali con irradiazione in sede lombare (un classico esempio riguarda il mal di schiena lombare con gonfiore addominale, derivante ad esempio da coliti).

I fattori di rischio della lombalgia sono tanti e possono essere divisi in due categorie principali, ovvero quelli individuali e quelli occupazionali.

I primi includono:

  • l’età;
  • il tabagismo;
  • condizioni di forte sovrappeso;
  • eventuali sforzi;
  • posture scorrette.

I fattori di rischio occupazionali, invece, riguardano la necessità di trascorrere molto tempo in piedi o seduti, ad esempio alla scrivania o alla guida dell’auto; in quest'ultimo caso con evidente sollecitazione e rischi di dolore in fondo alla schiena a causa delle vibrazioni prodotte dal veicolo.

Anche la movimentazione ripetuta e abituale di carichi a lavoro costituisce un fattore di rischio occupazionale della lombalgia.

Infine, sono più suscettibili a lombalgia aspecifica i pazienti sottoposti ad elevati livelli di stress, ansia o depressione.

In tutti i casi appena elencati, i muscoli lombari, i legamenti e i tendini che innervano la regione lombare vengono sottoposti ad un logorio eccessivo, condizione direttamente collegata alla comparsa del dolore, che può assumere durata e intensità variabili.

Episodi ricorrenti riguardano circa la metà dei pazienti e le recidive sono caratterizzate da dolori lombari acuti ancora più intensi rispetto alla prima volta.

L’incidenza del problema aumenta con l’avanzare dell’età.

I sintomi della lombalgia

I pazienti affetti da lombalgia acuta lamentano dolori lancinanti e intensi.

Nella forma cronica, invece, il dolore tende a diventare più costante e sordo.

Il fastidio tipico della patologia è di natura muscolare: comprende, nello specifico i muscoli lombari e tende ad essere persistente e superficiale, localizzandosi nella parte bassa della schiena.

Tuttavia, il dolore derivante dalla lombalgia può irradiarsi fino ai glutei e alle cosce, senza tuttavia scendere oltre il ginocchio, contrariamente a quanto accade nella sciatica, o lombo-sciatalgia, disturbo che riguarda invece un'infiammazione del nervo sciatico: quest’ultima condizione infatti determina un dolore che ha origine nella regione lombosacrale e che interessa tutta la fascia posteriore di uno o di entrambi gli arti inferiori, scendendo fino al polpaccio o al piede.

I dolori causati dalla lombalgia possono essere acuiti da alcuni cambi di posizione o da sforzi più o meno intensi e, nei casi più gravi, possono associarsi a un’importante limitazione funzionale, che incide fortemente sui movimenti e dunque sulla quotidianità.

Ne conseguono difficoltà a camminare, a muoversi e talvolta persino a starnutire o a tossire.

Nella speranza di lenire il dolore, il paziente tende ad assumere posizioni innaturali, che spesso rischiano di peggiorare ulteriormente la sintomatologia.

Rimedi per i dolori alla schiena bassa

I dolori lombari possono essere così intensi da costringere chi ne è afflitto al riposo totale.

Tuttavia, è necessario limitare l’immobilità ai primi due o tre giorni, trascorsi i quali bisognerà gradualmente riprendere confidenza con i movimenti e la deambulazione. 

Il trattamento della lombalgia, infatti, si basa principalmente sulla fisioterapia (in particolar modo sulla chinesiterapia), oltre che sull’assunzione di farmaci miorilassanti e analgesici.

In questa fase, il fisioterapista deve mostrare al paziente le tecniche per gestire meglio il proprio corpo, ridurre il dolore e prevenire eventuali recidive.

Gli esercizi più indicati sono finalizzati al rilassamento, all’allungamento della muscolatura e alla rieducazione posturale.

Tra gli esercizi antalgici, tesi a lenire il dolore, e da eseguire anche diverse volte al giorno figurano:

  • la “posizione Psoas“, che va effettuata distesi a terra in posizione supina, con le gambe piegate a formare un angolo di novanta gradi e i polpacci poggiati su un piano orizzontale. Quest’esercizio consente il rilassamento del muscolo ileo-psoas, riducendone la trazione sulle vertebre lombari.
  • la “posizione della Sfinge“, da effettuarsi distesi a terra in posizione prona, con i gomiti e gli avambracci poggiati a terra e la schiena inarcata. Permette la centralizzazione del dolore in caso di ernie lombari o protrusioni discali.

Terminata la fase acuta, bisognerà attenersi al seguente protocollo: esercizi di isometria, tesi al rafforzamento muscolare, seguiti da esercizi di stabilizzazione lombosacrale e di mobilizzazione progressiva.

In caso di miglioramenti, sarà possibile inaugurare un trattamento conservativo.

Qualora si dovessero registrare peggioramenti, invece, sarà il caso di effettuare ulteriori indagini e vagliare soluzioni terapeutiche differenti: il dolore lombare intenso, infatti, potrebbe anche nascondere infiammazioni del nervo sciatico.

In questo caso è necessario svolgere esercizi mirati contro la lombosciatalgia.

Come prevenire la lombalgia?

Prevenire i dolori alla bassa schiena è possibile.

Per farlo occorre modificare le abitudini sbagliate, correlate soprattutto alla sedentarietà.

I fattori di rischio della lombalgia sono noti e la prevenzione del disturbo si fonda essenzialmente sulla loro riduzione, dunque è consigliato:

  • tenere sotto stretto controllo il peso corporeo;
  • correggere eventuali posture sbagliate;
  • evitare di sollevare pesi eccessivi.

È fondamentale inoltre fare sufficiente attività fisica, allo scopo di mantenere i muscoli tonici e allenati, senza dimenticare che lo sport permette anche di scaricare tensione, ansia e stress.

Massaggi terapeutici ed esercizi mirati sono molto importanti sia per combattere lo stress psicologico che per evitare un eccessivo logorio meccanico.

Per mantenere in forma la schiena e ottenere un allenamento funzionale soddisfacente sarebbe ideale inoltre fare sedute di fisioterapia, volta al trattamento del mal di schiena anche in ottica preventiva.

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