Demenza senile: intervista a Leonardo, infermiere a Torino

Demenza senile: intervista a Leonardo, infermiere a Torino

Leonardo Piccioni

Indice

1. Intervista a Leonardo, infermiere a Torino

Intervista a Leonardo, infermiere a Torino

Leonardo racconta le proprie esperienze nell’assistenza a domicilio di persone anziane malate di demenza senile.

L’infermiere spiega come comportarsi ai primi segnali d’insorgenza di demenza senile e morbo di Alzheimer, sottolineando come la pazienza sia un elemento fondamentale.

Leonardo è un giovane infermiere di Torino, che opera dal novembre 2016.

Gli abbiamo richiesto di rilasciarci un’intervista per raccontarci da professionista cosa significa prendersi cura di pazienti con demenza senile, chiedendogli anche qualche consiglio per i familiari che si trovano ad affrontare una simile situazione. 

Quando e perché hai scelto di diventare infermiere?

Sentivo di voler cercare un lavoro che mi permettesse di mettere la mia vita a disposizione degli altri, volevo aiutare le persone.

E così a 18 anni mi sono iscritto come volontario alla Croce Verde di Torino, mia città Natale, dove ho conosciuto diversi medici e infermieri del 118.

Lì mi sono reso conto che la mia strada era quella della carriera infermieristica, così mi sono iscritto all’università in questo corso di studi.

Lì per la prima volta, nella cittadina che mi ospitava, ho fatto esperienza come assistente domiciliare. 

Puoi raccontarci di cosa ti occupavi quando facevi assistenza domiciliare per anziani? 

Li aiutavo principalmente con le terapie farmacologiche e le cure igieniche.

In altri casi mi prendevo cura di persone anziane affette da demenza senile, e che dunque non riuscivano più a badare a sé stessi.

Aiutavo anche loro nelle pratiche di igiene personale e somministrando terapie più specifiche, ad esempio intramuscolo, cortisone, antibiotici e antinfiammatori.

Mi occupavo anche di medicazioni più o meno complesse, come l’esame della pressione, le ulcere diabetiche e le medicazioni di ferite chirurgiche.  


Puoi spiegarci meglio cosa è la demenza senile negli anziani?

Una delle patologie più note è sicuramente il morbo di Alzheimer.

Chi sono i soggetti più colpiti da demenza senile?

Non è ancora chiaro quali siano i fattori predisponenti di questa malattia, ma ciò che sappiamo è che lo stile di vita, fattori generici e d’età incidono molto sulla possibilità di sviluppare demenza senile.

Questa patologia è presente in particolar modo nei soggetti sopra i 65 anni d’età, ma molto spesso questa malattia compare in persone sugli 80 anni.

In generale più si va avanti con l’età, più è probabile sviluppare demenza senile. 

Si stanno comunque compiendo passi importanti verso la diagnosi precoce della demenza senile.

Quali problematiche comporta la perdita di memoria nella demenza senile?

Il paziente affetto da demenza senile finisce per non ricordare persino il proprio nome e quello dei familiari più stretti.

Per questo motivo si ritrova in una condizione in cui si sente isolato dal mondo, perché ha perso tutte le proprie conoscenze in merito.

Per questo i geriatri consigliano l’asistenza a casa.

Oltre ai problemi legati alla memoria, cos’altro caratterizza la demenza senile come patologia?

Poiché la demenza senile è una malattia che colpisce il cervello nel suo complesso, negli stati più avanzati della malattia questa intacca anche le sfere relative ad impulsi che per noi sono automatici.

Si inizia a dimenticare persino come si cammina, ad esempio. Il semplice fatto di mettere una gamba davanti all’altra diventa un gesto che non ci si ricorda più.

Ci sono molti risvolti psicologici nella cura della malattia di Alzheimer che il caregiver dovrebbe conoscere.

Come si evolve nel tempo la demenza senile?

Se però l’anziano è parte attiva nella terapia alla demenza senile e si sforza per quanto possibile di combatterla, la malattia magari evolve meno rapidamente.

Ad esempio con esercizi per la memoria.

Se la persona, invece, è passiva nei confronti della malattia, è probabile che la demenza senile tenda a peggiorare prima.

teleconsulto medico

Nel trattare gli anziani affetti da demenza senile, quali sono le difficoltà che si incontrano più di frequente?

Un problema della demenza senile, infatti, è dimenticare le cose a breve termine.

Le persone affette da demenza senile, quando vengono lasciate da sole spesso si dimenticano di prendere le pastiglie oppure le prendono più volte perché non ricordano di averle prese.

Per tale ragione richiedere di avere accanto un assistente domiciliare, che gestisca le loro terapie, è molto importante.

Banalmente anche solo quando gli si va a mettere della crema sulle gambe.

Se sono infastiditi, basta poco alle volte perché diventino aggressivi.

Dunque questa è un’altra delle difficoltà da tenere in conto.


Come si cura la demenza senile?

Anche la tecnologia ci sta aiutando nella gestione dell’anziano.

Come si può affrontare, allora, la demenza senile?

Ai primi segnali di mancanza della memoria nell’anziano, quando ci si rende conto che questo ad esempio chiede continuamente cosa ha mangiato a pranzo o se ha preso le medicine, è importante tenere presente questi segni e parlarne al più presto col medico.

Se l’anziano chiede ad esempio tante volte cosa ha mangiato è importante non rimproverarlo, cercando di essere comprensivi e pazienti.

È importante spiegare le cose con delicatezza, non giudicarlo ed essere presenti per lui.

L’importanza dell’assistenza domiciliare nel malato di Alzheimer

Qual è il modo migliore di approcciarsi a una persona malata di demenza senile dal punto di vista dell’assistenza domiciliare?

Diciamo subito che non esistono protocolli e pratiche specifiche da seguire, ma si applicano delle linee guida che variano a seconda delle problematiche e delle esigenze di ogni singolo paziente.

Ad esempio, alcune delle problematiche che potrebbero insorgere sono quelle derivanti dalla difficoltà nell’alimentazione.

Se una persona affetta da demenza senile non riesce più ad alimentarsi da sola può arrivare a rifiutare il cibo che gli viene proposto, perché prova rabbia per la propria condizione.

L’assistente domiciliare, dunque, deve aiutare la persona a compiere il gesto più lentamente, accompagnandola nei movimenti.

Lo stesso vale nei casi di difficoltà di deambulazione, dove gli anziani affetti da demenza senile che hanno ancora capacità motorie devono essere incoraggiati e sostenuti nel continuare a camminare, offrendo loro anche un supporto, come un girello o delle stampelle.

Che beneficio hanno queste pratiche di assistenza domiciliare?

Sollecitare la persona affetta da demenza senile a praticare il più a lungo possibile comportamenti semplici come nutrirsi o camminare, supportandola con pazienza nelle difficoltà, la aiuta a rallentare, in un certo senso, il decorso della malattia.

Più la demenza senile è vissuta passivamente, più la malattia tende ad evolversi rapidamente, perché non viene contrastata.

Come dovrebbe comportarsi la famiglia nei primi stadi di demenza senile?

Bisogna sostenere l’anziano nelle proprie attività quotidiane, come fare la spesa o pulire e ordinare l’ambiente domestico.

Un altro supporto fondamentale è nella fase terapeutica, in cui è importante far sì che l’anziano affetto da demenza senile prenda le giuste medicine agli orari prescritti dal medico.


Quando e perché, da professionista, consiglieresti l’assistenza domiciliare per anziani affetti da demenza senile?

Offrire assistenza alle persone affette da demenza senile è fondamentale, dunque la prima domanda da porsi è: chi può assistere questa persona?

L’anziano è aiutato in modo adeguato nelle proprie attività quotidiane?

È essenziale che la famiglia si assicuri sempre di avere accanto all’anziano persone con sufficiente esperienza e formazione.

Il mio consiglio in generale è: quando ci si accorge che non si riescono più a gestire le terapie e la persona inizia a non essere più autosufficiente, allora è bene affidarsi a un assistente domiciliare.

Un professionista specifico che possiede sicuramente qualche strumento in più per assistere e curare l’anziano nel miglior modo possibile.

Certamente la presenza di una persona qualificata, che collabora con la famiglia nelle cure del paziente, può migliorare notevolmente la situazione.

Molto spesso i familiari stessi si sentono rassicurati dalla presenza di un assistente domiciliare, perché ci si aspetta da lui che segua l’anziano in modo efficiente e adeguato. 

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