Alzaimer: cause scatenanti e diagnosi precoce.

Alzheimer: cause scatenanti e diagnosi precoce

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Indice

1. Morbo di alzheimer e cause scatenanti: esistono? Quali sono?2. Cause scatenanti e diagnosi di Alzheimer3. Alzheimer e diagnosi precoce: è davvero possibile?4. Come ci si sottopone ad Alzheimer diagnosi precoce?5. Alzheimer e diagnosi precoce: l'analisi dell'occhio6. EpiCura per l'Alzheimer

Il morbo di Alzheimer è una malattia neurodegenerativa che debilita le funzioni cognitive della persona di cui ne è affetta.

Affrontare il momento della malattia può essere molto difficile, specie perché essere caregiver significa dedicare molto tempo a chi è malato. Tuttavia, trovare una badante in grado di gestire una situazione simile potrebbe essere la svolta sia per il malato sia per la famiglia.

Vediamo le novità in materia di cause scatenanti dell'Alzheimer, con le correlazioni pubblicate sulle più importanti riviste scientifiche.

Morbo di alzheimer e cause scatenanti: esistono? Quali sono?

Quando si comincia ad avere a che fare con un malato affetto dal morbo di Alzheimer ci si comincia a chiedere quali sono le cause scatenanti della malattia, ma soprattutto a che punto è la ricerca.

Le vere cause di questa malattia neurodegenerativa sono ancora sconosciute. Tuttavia gli scienziati sono riusciti a mettere in evidenza diversi fattori di rischio che ne favoriscono l’insorgenza.

In particolare, alcuni studi mettono in correlazione elementi molto diversi tra loro: farmaci, esposizione a particolari sostanze chimiche e, come messo in luce fra le più recenti ricerche, le emozioni legate all’invecchiamento.

Vediamo questi elementi in particolare.

I farmaci e l’Alzheimer

Secondo alcune riviste scientifiche, l’utilizzo di alcuni farmaci può aumentare il rischio di sviluppare l’Alzheimer.

Sul banco degli imputati troviamo gli antidepressivi triciclici e i farmaci antimuscarinici necessari per migliorare il controllo della vescica.

Esposizione al piombo e insetticidi

I ricercatori hanno dimostrato già da tempo lo stretto legame tra l’esposizione al piombo e l’aumento di patologie cardiache.

Recentemente però è stato dimostrato che tale esposizione comporta una riduzione del QI e l’aumento del rischio di demenza.

Allo stesso modo pare che i pesticidi chimici presenti nell'ambiente, assunti con fonti alimentari come carne, pesce e frutta, possano rappresentare dei “triggers” in grado di scatenare la malattia.

Depressione e solitudine

Uno studio pubblicato sulla rivista Neurology ha dimostrato che le persone affette da depressione hanno molte più probabilità di sviluppare l'Alzheimer.

Su questo stato influiscono anche i pensieri negativi legati all’invecchiamento. Questi, infatti, pare siano responsabili di una serie di cambiamenti cerebrali patologici che aumentano il rischio di una forte compromissione cognitiva.

Tra le cause scatenanti dell’Alzheimer, infine, i ricercatori inseriscono anche la sensazione di solitudine che spesso accompagna gli anziani.

Cause scatenanti e diagnosi di Alzheimer

È probabile che ad innescare questa lunga catena di eventi che interessa il tessuto cerebrale siano determinati fattori geneticiambientali e legati allo stile di vita.

Inoltre, esistono studi dai quali è emerso che eventuali traumi cranici e colpi alla testa sarebbero in grado di causare la malattia.

Per effettuare una diagnosi di Alzheimer certa, il medico deve osservare la presenza delle placche cerebrali.

È possibile farlo attraverso:

  • tac, utile ad identificare i segni più evidenti della malattia;
  • esami clinici tradizionali, quali analisi del sangue, del liquido spinale e delle urine;
  • test neuropsicologici, atti a misurare la memoria, il grado di attenzione e altre funzioni cognitive e cerebrali.

Oltre a questi, aggiungiamo che tutto il mondo della medicina guarda con attenzione e con misurata speranza alle innovazioni sempre più rapide introdotte dall’intelligenza artificiale, capace di analisi predittive sempre più sofisticate per quanto concerne la diagnosi dell'Alzheimer.

Alzheimer e diagnosi precoce: è davvero possibile?

In Italia, la ricerca relativa al morbo di Alzheimer è molto attiva e fiorente. Gli studi di questa malattia, inoltre, sono molto utili anche in quanto strumento essenziale per lo sviluppo dei farmaci utili a trattare la patologia.

I progetti su base triennale promossi da Airalzh Onlus e Coop stanno producendo risultati molto interessanti e includono interpretazioni innovative di determinati strumenti diagnostici già esistenti (es. tomografia a positroni e risonanza magnetica).

Alcune ricerche hanno indagato anche gli aspetti neuropsicologici e clinici, sempre con l’obiettivo di individuare possibili biomarcatori.

Secondo Sandro Sorbi, presidente di Airalzh e professore ordinario di neurologia all’Università di Firenze, la diagnosi precoce dell'Alzheimer ha un’importanza enorme e i motivi di tanto interesse sono due.

Il primo riguarda la possibilità di utilizzare in anticipo farmaci già disponibili, con particolare riferimento a quelli somministrabili ai pazienti nella fase precoce della malattia.

Il secondo, invece, riguarda la diagnosi, che potrebbe diventare possibile ancora prima che si palesino i sintomi.

L'importanza di una diagnosi anticipata, in sintesi, sta nel fatto che l’Alzheimer è in grado di danneggiare il tessuto cerebrale molto tempo prima che il disturbo si renda evidente, causando, col passare del tempo, anche forme di demenza molto gravi.

Come ci si sottopone ad Alzheimer diagnosi precoce?

Gli studi hanno dimostrato che l'Alzheimer è causato dall'accumulo di due proteine neurotossiche: la beta-amiloide e i gomitoli neurofibrillari.

Anche se la relazione tra queste proteine non è stata ancora chiarita completamente, le ricerche indicano che l’accumulo di beta-amiloide inizia circa 15 anni prima dei disturbi mnemonici tipici della malattia, mentre lo sviluppo dei gomitoli comincia una decina d’anni prima.

Tutti coloro che, col passare del tempo, notano un cambiamento (come la perdita della memoria o la modifica delle funzioni cognitive), seppure lieve, dovrebbero recarsi immediatamente dal medico.

Lo step successivo, poi, sarà raggiungere la possibilità di una diagnosi presintomatica, che per il momento resta ancora un obiettivo piuttosto lontano. In ogni caso, attualmente non mancano strumenti diagnostici efficaci, tra cui:

  • la risonanza magnetica ad alta definizione;
  • la tomografia ad emissione di positroni con traccianti per la proteina amiloide (Amy-PET);
  • la tomografia ad emissione di positroni con fluorodesossiglucosio (FDG-PET);
  • la rachicentesi (una puntura lombare che rileva il peptide beta-amiloide 42 e la proteina Tau).

Se il paziente mostra già alcune disabilità a livello di funzioni cognitive, ad esempio nelle normali attività quotidiane, la diagnosi precoce di Alzheimer viene effettuata con relativa facilità, nonostante l'assenza di test specifici.

Per concludere, la diagnosi della malattia deriva da un attento esame del paziente, effettuato mediante una raccolta dettagliata delle informazioni cliniche delle funzioni cognitive, oltre che attraverso esami neurologici, cognitivi e di neuro-immagine.

Alzheimer e diagnosi precoce: l'analisi dell'occhio

Uno studio recente ha messo in evidenza l'efficacia di un metodo in grado di segnalare in anticipo lo sviluppo della malattia: l'analisi dell'occhio.

Tra qualche anno un semplice e rapido esame potrebbe aiutare i medici a diagnosticare la malattia in maniera precoce, prima che si arrivi alle forme di demenza più gravi.

È quanto affermato dai ricercatori del Duke Eye Center di Durham, North Carolina, sulle pagine della rivista Ophthalmology Retina, gestita dall'American Academy of Ophthalmology.

A riconoscere l’Alzheimer sarebbe un sistema diagnostico per immagini, in grado di individuare in una manciata di secondi la presenza di determinati cambiamenti avvenuti a livello oculare, tipici dei pazienti affetti dal morbo.

Questo sistema è stato chiamato Octa (acronimo di Optical Coherence Tomography Angiography) e costituisce un enorme passo in avanti nella ricerca di metodi economici, rapidi e non invasivi, che aiutino a individuare l’Alzheimer prima che si manifestino i sintomi.

Per ora, il sistema Octa è stato sperimentato su 209 persone: di queste, 39 erano affette da Alzheimer, 37 presentavano una compromissione cognitiva lieve e 133 erano in perfetta salute.

Dal confronto è risultato evidente come i pazienti affetti da Alzheimer presentassero un'importante diminuzione di capillari nell'area posteriore dell'occhio, nonché un evidente assottigliamento di uno degli strati che compone la retina (lo strato plessiforme interno).

Uno strumento che potrebbe rivoluzionare la medicina

Nonostante al momento non esistano ancora farmaci in grado di curare o arrestare la patologia, la diagnosi precoce dell'Alzheimer rappresenta uno momento importante affinché si possa intervenire immediatamente sui fattori di rischio più pericolosi.

Tra questi, vanno citati l'obesità, la sedentarietà e l'assenza di attività fisica, la scarsa attività cognitiva, il diabete, l'ipertensione e l'ipercolesterolemia.

Inoltre, come detto in precedenza, i pochi farmaci attualmente disponibili risultano molto più efficaci se erogati quando la malattia è ancora allo stadio iniziale.

Stando ai risultati dei test sull’occhio, il sistema Octa consentirebbe di misurare in maniera precisa e poco invasiva la microvascolarizzazione della retina, che secondo i medici si presenta in maniera simile a quanto avviene nel cervello.

In ogni caso, il lavoro realizzato dai ricercatori che hanno contribuito alla scoperta è destinato a continuare, come affermato da Sharon Fekrat, coordinatrice dello studio.

L’obiettivo è rilevare la presenza di alterazioni nella diffusione dei vasi sanguigni all’interno della retina, prima che i pazienti comincino a sviluppare cambiamenti alle funzioni cognitive.

Soltanto a quel punto la svolta sarà più vicina.

EpiCura per l'Alzheimer

Nonostante il momento difficile, arriva il momento di prendersi cura dei parenti affetti dal morbo di Alzheimer.

Sapere a chi rivolgersi in queste situazioni può essere davvero la salvezza per la famiglia che deve occuparsi dei malati.

Per questo EpiCura, conoscendo il valore di una sanità rapida ma allo stesso tempo di qualità, permette di affidarsi a badanti e assistenti domiciliari che possono di fornire un servizio flessibile quanto fidato, in grado di ascoltare attentamente le esigenze della persona.

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