Epilessia nei cani

Epilessia nel cane: cause, sintomi e cure

EpiCura

Indice

1. Le crisi epilettiche nel cane2. Epilessia canina: sintomi e cause3. Cosa fare in caso di crisi epilettiche nel cane?4. Diagnosi e cure per l'epilessia canina

Le crisi epilettiche nel cane

Non tutti lo sanno, ma l’epilessia può colpire anche i nostri amici a quattro zampe: si tratta di una patologia che è originata da scariche elettriche incontrollate dei neuroni, le quali interrompono transitoriamente le normali funzioni cerebrali provocando spasmi, convulsioni e movimenti involontari.

L’intensità e le tempistiche delle crisi epilettiche nel cane sono molto variabili ma, nella maggior parte dei casi, abbastanza forti da provocare la perdita di coscienza nell’animale.

Non è facile riconoscere una crisi epilettica, in quanto i sintomi possono risultare simili a quelli provocati da altri disturbi: per tale motivo è indispensabile che il padrone impari a conoscere l’epilessia nel cane anche grazie al prezioso supporto del veterinario.

Soltanto in questo modo sarà possibile intervenire in maniera efficace e tempestiva, senza lasciarsi prendere dal panico.

Ma quali sono i sintomi per riconoscere l’epilessia nel cane?

Epilessia canina: sintomi e cause

Non sempre è facile rilevare i sintomi di una crisi epilettica nel cane: l'animale, infatti, potrebbe essere colpito da crisi epilettica durante la notte o in assenza del proprietario e riprendersi prima che quest'ultimo possa accorgersene.

Solitamente le crisi epilettiche vengono precedute da particolari sintomi (la cosiddetta “fase aura”) che fanno la loro comparsa quando il cervello dell’animale è colto da attività anomale: in questi casi, il cane appare abbattuto e disorientato e, talvolta, in cerca di rassicurazioni.

Sintomi dell'epilessia nel cane

L’epilessia nel cane è caratterizzata da tre fasi che presentano sintomi specifici.

  1. La prima, la fase pre-ictale, è quella relativa al momento che precede l’attacco.
    L'animale mostra una serie di cambiamenti del comportamento: può, ad esempio, iniziare ad attaccare un oggetto immaginario oppure inseguirsi senza sosta la coda, leccarsi spesso il muso e camminare senza fermarsi.
    Il cane è impaurito e cerca il sostegno e la protezione del padrone.
  2. Nella fase ictale, quella relativa alla vera e propria crisi epilettica nel cane, l'animale ha la testa protesa all’indietro ed esegue uno strano movimento delle zampe, come se nuotasse nell’aria.
    Lo sguardo del cane è perso nel vuoto e l'animale può essere scosso da un tremito; le mascelle sono serrate e in alcuni casi la lingua assume una colorazione più scura del normale.
    La crisi epilettica determina inoltre salivazione eccessiva, irrigidimento muscolare (che fa in modo che il cane cada a terra su un fianco), movimenti involontari degli arti e persino incontinenza urinaria.
  3. La fase post-ictale, quella immediatamente successiva alle convulsioni del cane, è caratterizzata da confusione, smarrimento e difficoltà deambulatorie.
    L’animale spesso è affamato, stordito, lo sguardo può rimanere a lungo fisso nel vuoto.
    Eventuali episodi di aggressività dopo una crisi non sono frequenti ma non si possono escludere a priori.

Rispetto alle tempistiche in generale la crisi epilettica nel cane può essere singola o seguita da un nuovo attacco, in genere a distanza di 24-36 ore; più raramente gli attacchi epilettici nel cane mostrano una frequenza maggiore.

Inoltre, l’epilessia può durare pochi secondi o prolungarsi, fino a superare i 5 minuti, con il cane che può restare vigile oppure perdere coscienza.

Cause dell’epilessia nel cane

Le cause dell’epilessia canina restano tuttora al vaglio dei ricercatori, i quali sono riusciti ad identificare soltanto alcuni segnali intra-cranici.

Tra questi figurano determinate malattie cerebrali, malformazioni, lesioni, traumi, ictus oppure tumori nel cane: in questi casi si parla di epilessia acquisita o secondaria.

Le crisi epilettiche non sono eventi casuali, ma sono sempre legate a motivi ben precisi: possono essere anche la conseguenza diretta di determinate patologie degenerative, malattie autoimmuni, ipossia (principio di annegamento, intossicazioni da monossido di carbonio...) o infezioni del sistema nervoso centrale, derivanti da differenti patologie.

Per malattie quali meningoencefalite, rabbia o cimurro esistono appositi vaccini per cani, somministrabili anche da veterinari a domicilio, che sono fondamentali per proteggere i nostri amici a quattro zampe.

Talvolta, possono manifestarsi anche come conseguenza diretta di forti condizioni di stress, rumori disturbanti e improvvisi, stimoli luminosi intensi o mancanza di sonno.

L’epilessia idiopatica, invece, è provocata dalla presenza di disturbi di origine genetica, che di fatto escludono la responsabilità di ulteriori patologie.

L’epilessia idiopatica è la causa più frequente di crisi convulsive nei cani: insorge soprattutto negli animali più giovani, in genere entro i primi 6 anni di vita, e colpisce in particolar modo alcune razze canine, tra cui il pastore australiano, il pastore belga, il border collie, il golden retriever e il labrador.

Cosa fare in caso di crisi epilettiche nel cane?

In caso di attacchi epilettici del proprio cane è necessario innanzitutto mantenere la calma, avvertire immediatamente il veterinario e monitorare la frequenza degli eventi, annotando i comportamenti dell’animale e i sintomi più ricorrenti: ogni informazione, di fatti, potrebbe rivelarsi utile in fase di diagnosi.

Durante le crisi epilettiche è molto importante allontanare eventuali altri animali, onde evitare che la vittima dell’attacco epilettico venga aggredita, a causa della concitazione del momento e dello spavento causato dagli spasmi muscolari.

Non appena il cane si sarà accasciato al suolo, sarà opportuno sistemargli un cuscino sotto la testa, evitando qualsiasi contatto fisico.

Per il bene proprio e dell’animale, è meglio monitorare la situazione a distanza, senza accarezzarlo o abbracciarlo.

Al termine della crisi, il cane potrebbe apparire disorientato, confuso e, più raramente, affetto da cecità transitoria.

A distanza di qualche minuto, potrebbe avvertire fame e sete (polifagia e polidipsia) o essere vittima di un’altra crisi.

È molto importante riferire quanto accaduto al veterinario senza tralasciare nessun dettaglio, soprattutto qualora gli attacchi dovessero susseguirsi senza che l’animale riesca a tornare cosciente.

Diagnosi e cure per l'epilessia canina

In caso di crisi epilettiche nel cane, è opportuno consultare il veterinario che può altresì effettuare approfondimenti riguardanti l’origine e le cause dell'epilessia nel cane.

Il veterinario può prescrivere esami quali un controllo neurologico e un emocromo completo, l’esame delle feci e delle urine, un controllo addominale e cardiaco, una TAC o una risonanza magnetica con esame del liquor.

Qualora tutti i test fossero negativi e le crisi convulsive dovessero comparire prima dei 6 anni d’età, i sospetti del veterinario potrebbero ricadere sull’epilessia idiopatica.

Una volta che il medico avrà diagnosticato l’epilessia nel cane, escludendo ulteriori cause, prescriverà una terapia con farmaci anticonvulsivanti, utili a tenere sotto controllo le crisi, soprattutto se frequenti.

I principi attivi più utilizzati sono il fenobarbital e il bromuro di potassio: entrambi raggiungono un livello ottimale di efficacia nel sangue dopo due o tre settimane dalla prima dose.

In commercio esistono numerosi farmaci anticonvulsivanti ed ogni cane può rispondere diversamente alle cure: non esiste una terapia universale, ma è necessario valutare il singolo caso.

Spesso, il trattamento dell'epilessia canina va protratto per tutta la vita ed impone controlli periodici.

Potrebbe essere utile tenere un diario nel quale annotare tutti i singoli eventi, in modo da monitorare costantemente l’andamento della malattia e l’efficacia dei farmaci prescritti dal medico veterinario.

L’epilessia è una patologia imprevedibile e non sempre facile da curare: attraverso la stretta collaborazione tra veterinario e proprietario, tuttavia, è possibile garantire all’animale una buona qualità della vita.

La possibilità di ricevere interventi veterinari a domicilio, inoltre, può facilitare notevolmente i processi di cura e terapia in caso di cani che soffrono di questa patologia, evitando all'animale lo stress dello studio medico.

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